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Uno sguardo disincantato su Cuba, la sua gente e le favole consolatorie che ci raccontiamo in Occidente.

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sabato, maggio 31, 2003
 
kubakuba

La chica e la bambina.

Per le strade dell'Habana vecchia i ragazzini giocano a domino o a baseball con palle di legno e guanti rimediati. Occhieggi nei bassi dalle porte spalancate e vedi ragazzi, in maggioranza neri, stravaccati di fronte ai televisori. La sensazione di degrado è forte, sottolineata dalla puzza di fogna, di immondizie fermentate, di soffritti bruciati. Le case sono pesantemente sbarrate, ogni appartamento la porta è chiusa da un cancello supplementare. Di fronte a una finestra a mezzaluna tagliata in un portone e protetta da sbarre una piccola folla compra le cajitas, scatole di cartone con cose povere, patate e pollo, o yucca e salsiccia: un fast food alla habanera. Dentro un portone spalancato due ragazzi, due ragazze e una bambina se ne stanno stravaccati su divani sdruciti di skai, guardando la televisione. Una delle ragazze mi chiama: "Ehi, amigo, ti piace questa chica? Vieni, vieni, guardi che roba!" La chica si fa avanti , si mette in mostra, assume pose sexy. E' magra, ossuta, non ha l'aria tanto sana. I due ragazzi ridono, la bambina guarda la scena e ride anche lei.

di zonker [Enzo G. Baldoni] | 00:47 | commenti (1)