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di E.G.B. scrivetemi, rispondo
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L'Avana Vieja si fa il vestito nuovo. C'è un uomo di genio, all'Avana. Si chiama Eusebio Leal, e ha un titolo bellissimo: è l'Historiador de la Ciudad de la Habana. E' l'uomo che, col suo staff, sta ricostruendo la Habana Vieja, dichiarata nel 1988 Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO.
La Habana Vieja è un formicaio brulicante di vita: nel Cinquantanove le belle case in stile eclettico coloniale abbandonate dai cubani ricchi sono state occupate dalla Revolución e distribuite al popolo, una stanza per famiglia. Le stanze, alte cinque metri sono state suddivise ulteriormente con un soppalco a formare i cosiddetti baracoa. Gli abitanti vivono come conigli in questi appartamenti in cui i fili elettrici e telefonici pendono dai soffitti in grovigli inestricabili e pericolosi, le scale sono rotte e pericolanti, le facciate scrostate da cinquant'anni di mancata manutenzione. Negli atri, sulle scale, fastigia di uno splendore antico, un medaglione col busto del padrone di casa, un affresco rosicchiato dal salnitro, un angiolino di marmo col braccio spezzato. L'Historiador della Habana si è fatto dare pieni poteri direttamente da Fidel Castro, ha fatto sloggiare gli abitanti di alcuni palazzi storici, gli ha procurato una casa (di proprietà) nelle orrende borgate di Alamar o Cotorro e i palazzi sono stati ristrutturati. Sono diventati alberghi, bar o negozi, case per anziani, laboratori artigianali, atelier di artisti. I proventi degli alberghi e degli affitti vengono reinvestiti in nuove ristrutturazioni e così via. Le Nazioni Unite danno consulenza e finanziamenti. Leal è riuscito a creare 12.000 posti di lavoro per gli abitanti dell'Avana Vieja. Le conigliere puzzolenti di fogna, le case scrostate, le facce cupe degli abitanti, in grandissima parte neri, stanno pian piano cedendo il passo a vezzosi palazzi pastello, a camerieri un po' figli di puttana, a turisti color aragosta che sorbiscono i loro mojitos alla Bodeguita del Medio e si sentono tanto Hemingway.
Sarè un bene? Sarà un male? Non c'è dubbio che l'Avana Vieja debba essere risanata e ristrutturata. Una parte dei suoi abitanti - certo quella con più meriti rivoluzionari - tornerà a viverci (non in proprietà, in affitto). Ma vedere il Meson de la Flota, già orrida tavernaccia da ron e puttane, spostato di duecento metri e completamente rigabettato, popolato da inglesi sudati che fumano avana nuovi nuovi guardando una ballerina di flamenco tutta perbenino, mi sembra tanto Disneyland. |